Che Stanguellini sia un nome importante nel mondo delle corse automobilistiche è cosa nota agli appassionati di motori. Le sue vetture hanno scritto pagine memorabili dell’automobilismo, portando in pista ingegno, innovazione e quello spirito artigianale tipico della Motor Valley emiliana. Ma dietro ogni auto da corsa, dietro ogni vittoria e ogni intuizione tecnica, ci sono sempre delle persone.
Piloti coraggiosi, meccanici visionari, tecnici e carrozzieri di grande talento: sono loro ad aver trasformato un’officina modenese in un marchio capace di lasciare un segno nella storia delle competizioni. Con il loro lavoro, la loro passione e la loro determinazione hanno contribuito a far nascere, crescere e affermare Stanguellini, rendendolo nel tempo un vero punto di riferimento per generazioni di appassionati.
Ripercorrere la storia del marchio significa quindi anche raccontare le storie di chi lo ha reso grande. Ecco cinque personaggi che, con il loro talento e il loro impegno, hanno contribuito in modo decisivo a costruire il mito Stanguellini.
Piloti, meccanici e tecnici di casa Stanguellini
Juan Manuel Fangio
Considerato uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, l’italo-argentino ebbe un legame speciale con l’officina Stanguellini a Modena. Negli anni in cui si affermava in Europa, frequentò regolarmente l’ambiente Stanguellini, costruendo un rapporto di stima e amicizia con la famiglia, fondato sulla passione condivisa per le corse e la meccanica.
Oltre al talento in pista, Fangio aveva una solida preparazione tecnica: da giovane lavorava come meccanico, esperienza che gli permetteva di comprendere a fondo il comportamento delle vetture e collaborare con i costruttori.
Guidò diverse monoposto Stanguellini, rafforzandone la reputazione di qualità e affidabilità. Dalla collaborazione con il campione argentino nacque la Junior Stanguellini, vettura iconica pensata per la formazione dei giovani piloti, che rimane uno dei simboli più celebri della storia del marchio.
Michael May

Il pilota e ingegnere svizzero Michael May è una leggenda del motorsport, noto non solo per l’introduzione dell’alettone sulle auto da competizione, ma anche per il suo legame con Stanguellini. Alla guida di una Stanguellini, May ottenne la sua prima vittoria nel Gran Premio di Monaco del 1959 in Formula Junior e raggiunse ottimi piazzamenti in altre competizioni, segnando una pagina importante della storia del marchio modenese.
Il suo contributo andava però oltre la guida: ingegnere di grande talento, May collaborò con Stanguellini portando competenze tecniche e innovazioni che migliorarono la qualità e le prestazioni delle vetture. La sua esperienza aerodinamica, maturata anche con progetti pionieristici come l’alettone della Porsche 550 RS, rafforzò il know-how del marchio e ne consolidò la reputazione nel mondo delle monoposto leggere e delle competizioni internazionali.
La collaborazione tra May e Stanguellini ha lasciato un’impronta indelebile, fondendo talento in pista e innovazione tecnica.
Danilo Tavoni

Danilo Tavoni, nato a Modena il 10 dicembre 1935, iniziò a lavorare nell’officina di Via Schedoni ancora adolescente, imparando rapidamente il mestiere e affinando un talento straordinario nella lavorazione dei metalli. Vittorio Stanguellini e persino Enzo Ferrari lo chiamavano “mani d’oro” per la sua abilità unica nella battitura dell’alluminio, nella saldatura dei telai e dei tubi di scarico.
La sua maestria manuale e la creatività gli permettevano di trasformare un semplice pezzo di lamiera in un elemento fondamentale per le vetture da corsa, contribuendo in modo decisivo alla qualità e all’innovazione delle monoposto Stanguellini. Tavoni ha lavorato per il marchio per oltre 15 anni, diventando un punto di riferimento nell’officina e lasciando un’impronta indelebile nella storia del brand. Oggi, i suoi attrezzi da lavoro sono conservati nel Museo Stanguellini, a testimonianza del talento e della dedizione di chi ha contribuito a costruire il mito del marchio.
Lorenzo Bandini
Lorenzo Bandini, nato in Libia e cresciuto in Emilia-Romagna, non fu solo un pilota della scuderia Stanguellini, ma anche un vero membro della famiglia, legato da un rapporto affettivo profondo con chi lo circondava. La sua giovinezza fu segnata da difficoltà: rimase orfano di padre e vide il suo albergo bombardato, eventi che temprarono il suo carattere e la sua determinazione.
Dopo una stagione 1959 in cui non mancò nessun appuntamento a bordo delle vetture Stanguellini, nel 1960 diventò pilota ufficiale del marchio. Il suo debutto fu subito brillante: conquistò due vittorie di rilievo, al Gran Premio della Libertà a Cuba e a Monza, dove strinse amicizia con un altro giovane talento, Giancarlo Baghetti. Questi successi segnarono l’inizio di una carriera promettente e consolidarono il legame di Bandini con Stanguellini, fatto di passione, talento e appartenenza.
Ermanno Cuoghi
Ermanno Cuoghi, noto come “il meccanico dei campioni”, iniziò la sua carriera come ragazzo di bottega in un’officina di biciclette, per poi spostarsi in un piccolo servizio di benzinaio proprio di fronte all’officina Stanguellini. Qui mosse i primi passi nel mondo dei motori, entrando a far parte della squadra Stanguellini e diventando rapidamente un meccanico di grande talento.
La sua conoscenza delle vetture era profonda e dettagliata: ogni bullone, ogni organo meccanico non aveva segreti per lui. Grazie a queste capacità, Cuoghi intraprese una carriera straordinaria nel motorsport, dalla collaborazione con Carroll Shelby fino ad arrivarea lavorare per la Ferrari in Formula 1, dove fu capo meccanico di Niki Lauda contribuendo ai successi storici del campione a bordo delle monoposto di Maranello.
Il legame con Stanguellini rappresenta le radici di un talento cresciuto nell’artigianalità emiliana, dove passione, precisione e dedizione hanno trasformato un giovane apprendista in uno dei meccanici più rispettati e vincenti del panorama automobilistico internazionale.
Le storie di questi personaggi dimostrano come il successo di Stanguellini non sia solo il frutto di vetture straordinarie, ma anche della passione, del talento e della dedizione di persone che hanno trasformato un’officina modenese in un’icona del motorsport internazionale.